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Le candele accompagnano da secoli il genere umano, seguono l’evoluzione dei riti tradizionali e accompagnano tante opere, antiche e moderne. Oggi, gran parte del loro lavoro, oramai è svolto dalla luce elettrica e dal comodo utilizzo delle lampadine. Vengono impiegate in occasioni speciali o per aggiungere un tocco di fascino, di colore e di profumo ad un ambiente.
Il loro impiego raggiunse la diffusione maggiore a Roma, in concomitanza con la diffusione del cristianesimo, e venivano utilizzate dai primi religiosi per illuminare il percorso mentre, di notte, si recavano nelle catacombe per pregare.
Ovviamente le prime candele erano fatte in modo molto rudimentale basti pensare che, per fabbricarle venivano utilizzate cere ricche di grassi che, bruciando, emanavano un cattivo odore. Nel 1846 la candela entrò a far parte dei prodotti di origine industriale quando ormai si era già scoperta la stearina (una cera inodore) e veniva impiegato lo stoppino ritorto (che permetteva una maggiore emissione di luce).
Le candele rivestono un significato peculiare per noi cristiani, sono utilizzate come decorazioni nelle principali feste religiose e simboleggiano la luce divina, scesa nel buoi di Betlemme circa 2000 anni fa. Sono disposte sull’altare, luogo centrale e principale della chiesa e accompagnano la preghiera. Venivano utilizzate per decorare gli alberi di Natale anche se oggi, hanno lasciato il posto a luci e palline.
Vengono utilizzate soprattutto nel periodo natalizio, si accendono e si regalano perché, con il loro profumo e il loro colore, richiamano l’atmosfera di condivisione e di unità familiare tipico del Natale.
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